Il sottoscrittore non è né proprietario né conducente: nessuna rivalsa da parte dell'assicurazione

Il sottoscrittore non è né proprietario né conducente: nessuna rivalsa da parte dell'assicurazione

Insurvisor

Ipotizziamo una situazione di rivalsa da parte dell'assicuratore. Bene, ora immaginiamo che il semplice sottoscrittore della polizza assicurativa non sia né il proprietario dell'automobile, né il conducente del veicolo al momento del sinistro stradale, né un altro tra i soggetti nominati all'interno del comma 3 dell'articolo 2054 del Codice Civile. L'assicurato, in questo caso ipotetico, non sarebbe dunque né il proprietario né il conducente, e quindi di fatto avrebbe poco o nulla a che fare con l'incidente. In questo caso immaginario, chi dovrebbe pagare?


Chi paga?

Di certo la risposta a questa domanda non è immediata. Trattandosi di un caso ipotetico, però, trovare una soluzione non sarebbe di certo obbligatorio. Non fosse che un simile caso è successo davvero, ed è stato presentato davanti alla Corte di Cassazione, Sezione VI Civile. E questa, da parte sua, con  l’ordinanza n. 17963 20 del luglio 2017, ha stabilito che la rivalsa dell'assicuratore non può essere in alcun modo esercitata nei confronti dell'assicurato che non si trova alla guida dell'autoveicolo al momento dell'incidente e che non risulta nemmeno proprietario dell'automobile.


L'opinione della Corte di Cassazione

Non ci sono dunque dubbi: in questo caso l'assicurato ha certamente fatto bene a portare la questione di fronte alla Corte di Cassazione, vedendo così riconosciuta la sua ragione. Il Tribunale, di primo acchito, aveva infatti accolto la domanda dell'agenzia assicuratrice, obbligando quindi il contraente – ma non conducente e non proprietario – a pagare quanto dovuto. La corte di Cassazione, dal canto suo, la pensava in modo diverso.


Nessuna responsabilità civile per l'assicurato che non è né conducente né proprietario

La Suprema Corte ha voluto chiarire la faccenda una volta per tutte attraverso la citata ordinanza, con la quale si afferma che la responsabilità derivante dalla circolazione con dei veicoli può essere assunta solo dai soggetti che sono nel concreto responsabili dal punto di vista civile per gli eventuali danni cagionati durante la marcia. Da questo punto di vista, nel momento in cui l'automobile  – che non è di proprietà dell'assicurato – viene guidata da una terza persona, il contraente risulta aver sottoscritto il contratto di assicurazione per conto terzi. Ne deriva che, in caso di di sinistro stradale, l'assicurato non ha alcuna responsabilità civile, e dal punto di vista dell'agenzia non assume nemmeno il ruolo di assicurato, al punto da non poter essere esposto a nessuna volontà di rivalsa da parte dell'assicuratore.

Di certo questa circostanza è del tutto eccezionale, e non sono molti i casi di sinistro stradale in cui l'assicurato non è né proprietario né conducente. La Suprema Corte, però, ha rigettato la domanda della compagnia assicurativa e ha stabilito un importante precedente.

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