Crescono gli investimenti delle aziende nella sicurezza informatica

Crescono gli investimenti delle aziende nella sicurezza informatica

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L'ormai vicina entrata in vigore del Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati Personali (GDPR) ha avuto l'effetto collaterale positivo di incoraggiare le aziende a fare nuovi e più significativi investimenti nella sicurezza informatica. Di fronte alle crescenti minacce cyber, però, le difese sono ancora troppo esigue, mancando nella maggior parte dei casi una strategia organica di protezione.

Un mondo connesso e a rischio

Va sottolineato che il rischio informatico non sta crescendo solo a causa dell'aumentare dei virus, dei malware e degli attacchi. No: quel rischio progredisce di giorno in giorno per via dell'ormai soverchiante importanza dei dati digitalizzati nel mondo aziendale, sia per quanto riguarda il pubblico che per quanto concerne il privato. Se tutto ormai si basa su dei record digitali,  la perdita anche solo parziale di quelle informazioni si traduce istantaneamente in un mare di danni finanziari e reputazionali, per non parlare del blocco della produttività aziendale in seguito al furto di dati.

Un 2018 che porta rischi maggiori per le imprese

Nell'era dell'Internet delle Cose i punti di accesso per i criminali informatici sono sempre di più, e per questo è necessaria un'analisi meticolosa delle reti aziendali per identificare tutti i punti strategici da monitorare, così da prevenire – per quanto possibile - ogni attacco. Un'indagine condotta dal network mondiale di servizi professionali di consulenza direzionale, revisione contabile, fiscalità e transaction EY su i dirigenti di area IT e sicurezza di 1.200 aziende a livello mondiale ha rilevato che, nel 65% dei casi, le imprese sono convinte di correre dei rischi maggiori rispetto all'anno precedente, ma a questo dato non corrisponde una difesa proporzionale, dal momento che solo il 4% del campione si è dichiarato pronto a monitorare i rischi informatici concreti.

Investimenti imminenti

In prospettiva, però, le cose dovrebbero migliorare, in quanto il 91% delle aziende ha già programmato di aumentare gli investimenti in termini di sicurezza informatica durante il 2018. È da sottolineare che anche nel nostro Paese le cose si stanno muovendo: se l'anno scorso il 65% delle imprese aveva dichiarato di non poter contare su un programma di prevenzione, la nuova indagine ha visto questa cifra ridimensionata al 61%. Una differenza minima, che però fa ben sperare.

Anche in Italia, dunque, cresce la consapevolezza del rischio informatico, in parallelo ai preparativi per l'entrata in vigore del GDPR, fissata, va ricordato, per il 25 maggio 2018. E nonostante la data sia ormai molto vicina, il 71% delle aziende dichiara di non essere adeguatamente pronto a rispettare il nuovo Regolamento.

Malware e pishing i peggiori nemici

Ma quali sono le minacce che fanno più paura alle aziende? Ovviamente il timore cresce di pari passo alla frequenza di attacco, e non è dunque un caso se le aziende sono particolarmente spaventate dai malware, che hanno rappresentato il 63% degli attacchi, in marcata crescita rispetto al 52% relativo al report EY 2016. Dietro ai malware c'è la minaccia del pishing, anch'esso in forte aumento. Il nemico collaterale numero uno, però, resta la disattenzione dei dipendenti: per il 77% degli intervistati, infatti, è principalmente qui che crescono le possibilità di essere vittime di attacchi informatici.

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